Depressione

Alcuni specialisti hanno considerato che almeno il 12 per cento della popolazione adulta ha sofferto o soffrirà in futuro di un episodio di depressione di sufficiente gravità clinica da giustificarne il trattamento. Ricerche epidemiologiche rivelano che la depressione si presenta di più nelle donne che negli uomini e raggiunge il suo culmine fra i 25 e i 44 anni.

La depressione consiste in una diminuzione del rendimento normale, come l'abbassamento dell'efficienza intellettuale o il rallentamento dell'attività psicomotoria. I livelli generali di attività sono ridotti: la persona può arrivare a trascorerre molto tempo accasciata su una sedia; l'andatura può essere da lumaca e il passo strascicato. Ci può essere un rallentamento della parola e del pensiero. Spesso i pazienti depressi si lamentano della difficoltà a concentrarsi, della "testa vuota" o della scarsa memoria. Il pianto è un'espressione diffusa. Alcuni si lamentano di non riuscire a piangere, altri sentono il pianto come un sollievo al loro stato depressivo.

Il termine depressione fa riferimento ad un ampio spettro di modificazioni dello stato affettivo, di variabile gravità, da stati quotidiani di tristezza e di avvilimento fino a forme gravi di totale disperazione che può essere associata a pensieri e tentativi di suicidio. 

Il 60-70 per cento degli individui depressi denunciano stati di ansia.

Possono essere presenti sentimenti di colpa e autoaccusa. Un aspetto importante della fenomenologia clinica della depressione è la bassa autostima, il pessimismo, il senso di autosvalutazione, sentimenti di inadeguatezza e scoraggiamento, di impotenza e di indegnità.  Nel corso di uno stato di depressione acuta il paziente si sente un fallimento, un incompetente, ed è convinto che la famiglia, gli amici e i colleghi lo reputino alla stessa maniera. Si è rilevato come i pazienti depressi sono meno in grado di valutare le proprie prestazioni e le opionioni che gli altri hanno di loro. Le persone depresse possono dichiarare di sentirsi incapaci davanti a piccole incombenze come il vestirsi, il prendersi cura di sè, far fronte alla responsabilità della casa o del lavoro. Si riscontra inoltre l'incapacità di provare piacerepazienti riportano che le precedenti fonti di gratificazioni come il cibo, il sesso, lo sport, non danno più piacere. La perdita di energia legata all'incapacità di provare piacere si esprime nel senso di fatica e di sonnolenza.

Nel 70-80 per cento emerge una perdita di appetito accompagnata da una perdita di peso. Una minoranza manifesta un aumento compensatorio dell'ingestione di cibo, soprattutto di sera e di notte. La maggioranza dei pazienti depressi soffre di qualche tipo di insonnia; c'è invece una minoranza che dorme di più.

Si rivelano frequentemente disturbi corporei che possono interessare quasi tutti i sistemi organici: mal di testa, mal di schiena, nausea, vomito, crampi muscolari, dolori al collo, nodo alla gola, bocca secca, sapore acido in bocca, annebbiamento della vista, dolore ad orinare, costipazione, indigestione, flatulenze, bruciori di stomaco.

N.B. È possibile richiedere incontri informativi su questi disturbi e prenotarsi per accedervi.